A rischio 4.000 persone per il T2 chiuso

La Prealpina - 16/12/2021

Non sono soltanto i dipendenti delle compagnie aree a vivere settimane di ansia in attesa di capire che cosa sarà del loro posto di lavoro all’aeroporto della brughiera. . La crisi del trasporto aereo e di Malpensa, soprattutto, coinvolge altre decine di migliaia di lavoratori.

Basti pensare a tutto il personale in servizio al Terminal 2, al momento ancora chiuso, senza una possibile data di apertura. Sono circa quattromila le persone che da mesi possono contare soltanto sull’entrata mensile della cassa integrazione Covid, integrata da qualche turno di lavoro al Terminal 1.

«La chiusura del T2 è la nostra più grande preoccupazione – spiega Livio Muratore, segretario provinciale di Filcams Cgil – dal momento che non abbiamo alcuna prospettiva sul terminal. Ora il personale conta sulla cassa Covi e sull’inserimento a rotazione sul T1, ma al 31 dicembre la cassa Covid finisce e, contemporaneamente, termina anche il blocco dei licenziamenti. Non sappiamo ancora cosa accadrà. Noi ci auguriamo che le aziende richiedano gli ammortizzatori ordinari. Se così non fosse combatteremo all’infinito».

Tanto più che la data del primo gennaio 2022 risulta cruciale anche per chi lavora al Terminal 1 , sia nel commercio che nella ristorazione. I numeri salgono: si tratta di circa 12mila lavoratori. Ora sono tutti in cassa integrazione Covid e tutti lavorano a rotazione. Anche per loro, però, gli ammortizzatori sociali terminano a fine anno.

«Dopo i risultati incoraggianti dell’estate – continua Muratore – speravamo in una lenta ma progressiva saturazione del Terminal 1. Ora abbiamo le vacanze invernali, ma l’aumento dei contagi potrebbe portare a una nuova frenata nei viaggi e allontanare le possibilità di riapertura del T2».

La paura più grande è che con il nuovo anno si cominci a parlare di esuberi e di procedure di licenziamento. Magari non proprio il primo giorno dell’anno, ma in primavera dopo qualche mese di assestamento. «Noi come sindacato riteniamo che sia inaccettabile, anche alla luce della riforma degli ammortizzatori sociali, non utilizzarli allo scadere degli straordinari. Ribadisco che se dovesse accadere ci opporremo fino alla morte».