A MalpensaFiere il 50% dei tamponi provinciali con la Croce Rossa di Busto

Malpensa24 - 21/05/2020

Quasi 3 mila tamponi fatti in un mese esatto dall’apertura della postazione “drive in” di MalpensaFiere e la capacità, nei giorni di maggior flusso, di mettere in campo fino a tre linee per evitare liste d’attesa e tempi lunghi. In mezzo al grande dibattito attorno a test, tamponi e laboratori emerge, su Busto, l’organizzazione del Comitato locale della Croce Rossa che sta gestendo il point mobile dei controlli Covid voluto da Ats.

I dati

Il primo punto attivato è quello di via Ottorino Rossi a Varese, con i primi 20 tamponi fatti che ormai risalgono al 25 marzo scorso. La postazione del capoluogo nel mese di aprile ha effettuato 1909 tamponi. A Busto la macchina effettua i primi test il 22 aprile e nel giro di 10 giorni arriva a 579 tamponi fatti. A quel punto la macchina è rodata, la Croce rossa è sempre riuscita a mettere in campo le persone necessarie per soddisfare tutte le richieste provenienti da Ats e nei 19 giorni di maggio i tamponi sono 2.315. A Varese sono 1.578 e nel terzo punto di controllo provinciale, attivato a Luino il 2 maggio, sono 335.

Se si osservano i dati mensili di Ats, relativi ai drive in point, dicono che a marzo sono stati effettuati 83 tamponiad aprile 2.488 e nei primi 19 giorni di maggio 4.228. Per un totale di 6.716. Di questi, quasi il 50% sono quelli di MalpensaFiere.

Chi può fare il tampone?

Le modalità di accesso ai test point mobili non sono cambiati: ovvero si accede in auto e ci si sottopone al test senza nemmeno scendere dal veicolo. Non ci si può presentare spontaneamente: la chiamata, infatti, viene effettuata direttamente da Ats, su indicazione dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta, i quali a loro volta sulla base dei sintomi dei loro pazienti inoltrano la segnalazione all’Azienda di tutela della salute.

Capacità e flessibilità

Non è certo una gara, ma sulla base dei numeri la Croce rossa di Busto Arsizio ha dimostrato capacità organizzativa, ma anche flessibilità a secondo delle esigenze di giornata, sapendo rimodulare la postazione sulla base del numero dei tamponi assegnati e raddoppiando (in alcuni casi anche triplicando) le linee di accesso. Evitando in questo modo di creare e alimentare liste di attese.

Il nodo da sciogliere

Sotto il profilo logistico e organizzativo le postazioni drive in sono ormai rodate e pronte anche ad aumentare il numero giornaliero dei test. Resta però il nodo dei laboratori che possono effettuare le analisi e che al momento rappresenta un vero e proprio imbuto di una filiera di controlli che con il passare dei giorni diventa sempre più indispensabile per monitorare i movimenti del virus sul territorio.