A Busto Arsizio scendono in pedana i grandi campioni di spada U23. Il prossimo weekend arriva Bebe Vio

LUINONOTIZIE

Sono arrivati da Australia, Brasile, Russia ma anche da altri parti del mondo. Sono gli atleti giunti a Busto Arsizio per l’edizione 2018 di una prova del Circuito Europeo Under 23 di Spada che la Pro Patria Scherma organizza da ormai sette anni.

La manifestazione andrà in scena oggi per i maschi e domenica per le femmine e rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello di una società, come quella della Pro Patria Scherma, che partendo da un passato illustre continua ancora oggi in un percorso d’eccellenza sportiva e sociale e che al momento conta su duecento atleti di tutte le categorie, dai sei ai sessant’anni.

Inoltre settimana prossima arriveranno i campioni della scherma paralimpica a livello nazionale, tra cui non mancherà Bebe Vio, mentre nel weekend del 17-18 marzo sarà organizzata l’ormai tradizionale prova di Busto Arsizio del circuito nazionale Master. Centinaia di atleti da tutto il mondo occuperanno la città in questa prima parte dell’anno, contribuendo, oltre all’aspetto agonistico, a “quello economico, con un indotto significativo generato a favore delle strutture della ricettività – come fanno sapere dai vertici della società varesina -. Siamo orgogliosi di dare un contributo non solo alla vita sportiva ma anche a quella economica del territorio che rappresentiamo”.

Un contributo che è perfettamente in linea con l’impegno della Varese Sport Commission: promuovere attraverso lo sport attività economiche e ricadute occupazionali sul territorio. Come? Con il contributo della Camera di Commercio attraverso operatori turistici professionali, organizzatori e comunicatori e creando nuovi pacchetti e prodotti turistico/sportivi.

Nel frattempo l’“Agorà della Scherma” che, nella sede della Pro Patria, affianca l’Accademia “Andrea Felli” dove “tirano” gli schermidori, è sempre più apprezzata. È uno spazio destinato allo studio di arte, scienza, storia e cultura di questa disciplina sportiva. Insomma un vero e proprio museo, che ha come nucleo principale la “Donazione Longhi”, formata da centinaia di pezzi: sciabole e spade, sportive, da duello e da uso militare, a cui si aggiunge una vasta iconografia. In particolare gli accessori per l’addestramento dello schermitore, come maschere, piastroni e guanti sono di assoluta originalità e rarità.

Tra i beni in collezione trova poi posto un altro fondo documentario di grande interesse per la storia della scherma sportiva: l’archivio del campionissimo Nedo Nadi, recentemente riscoperto e acquisito dal maestro Giancarlo Toràn. C’è poi una sezione dedicata ai documenti, fondamentali per lo studio della scherma sin dai suoi primordi e con una particolare attenzione alla storia di questa disciplina sportiva a partire dalla seconda metà del XIX secolo.