VareseNoi - 18/11/2020

La proposta di Lunghi: «MalpensaFiere potrebbe diventare un hub logistico sanitario»

«Vogliamo iniziare un ragionamento con Regione Lombardia per far diventare MalpensaFiere un hub logistico sanitario a disposizione del territorio e del servizio sanitario nazionale»; questa la proposta lanciata dal presidente della Camera di Commercio di Varese Fabio Lunghi nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del terzo trimestre riguardanti la nostra provincia.

L’attività di MalpensaFiere a Busto Arsizio, che è di proprietà dell’ente camerale e dove già si effettuano tamponi anti Covid, è di fatto ferma perché non si possono svolgere convegni e fiere a causa delle restrizioni dovute all’epidemia di Coronavirus. «Così sarà anche per i prossimi mesi – ha spiegato Lunghi – vorremmo riflettere con Regione su come potrebbero essere utili i tre capannoni e gli uffici di Malpensafiere per il servizio sanitario nazionale, magari anche in vista dell’arrivo del vaccino anti Covid». Il presidente della Camera di Commercio non ha voluto aggiungere altro dovendo ancora partire il confronto con Palazzo Lombardia, quello che è certo sono i mancati introiti per l’ente camerale derivanti dall’impossibilità di utilizzare sia MalpensaFiere che Ville Ponti. «La perdita diretta è di circa un milione di euro cui aggiungere tutto l’indotto» ha spiegato Lunghi, il quale ha analizzato i dati congiunturali dell’economia varesina del terzo trimestre.

Dati che certificano come tra luglio e settembre, l’indice di produzione del manifatturiero varesino sia tornato a crescere rispetto al trimestre precedente, anche se in discesa su base annua. L’analisi dell’Ufficio Studi e Statistica di Camera di Commercio, basata sull’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia che ha intervistato 288 imprese della nostra provincia, evidenzia per il terzo trimestre 2020 un miglioramento: da -23,2% a -7,4% nell’industria e da -24,1% a -8,5% nell’artigianato. Una certa ripresa della dinamica imprenditoriale, già visibile a maggio, ha trovato conferma soprattutto a settembre, quando si sono registrate 283 nuove imprese a fronte di 154 cessazioni d’attività, e a ottobre, dove i dati parlano di 337 aziende nate e 236 chiuse. L’ondata autunnale della pandemia, manifestatasi sul nostro territorio ancor più forte che a marzo, ha poi dato un nuovo stop a questo rimbalzo. Due indicatori possono essere presi come variabile chiave di quello che sta succedendo: la circolazione dei veicoli e il transito pedonale. Sin da metà ottobre, hanno iniziato a mostrare una certa diminuzione. Secondo il report giornaliero di Apple, che registra gli spostamenti attraverso i cellulari, nella prima settimana dopo il Decreto del 4 novembre, in Regione Lombardia il traffico è sceso dall’80% al 50%, rispetto ai dati precedenti all’esplosione della pandemia. Situazione, comunque, meno impattante nel confronto con quella del primo lockdown, quando il transito crollò al 15% nelle settimane più difficili di aprile.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, come conseguenza del blocco dell’economia, ad aprile non sono stati rinnovati numerosi contratti a termine, poi riattivati in particolare a giugno. A settembre si è registrata un discreta dinamica, ma in rallentamento rispetto allo scorso anno. I livelli di disoccupazione al momento sono contenuti dagli ammortizzatori sociali e dal blocco dei licenziamenti. Venendo alla cassa integrazione, in provincia di Varese, complessivamente, sono state autorizzate 51 milioni di ore tra gennaio e settembre, mentre dal 23 febbraio al 25 settembre nella Cig Covid sono stati coinvolti l’11,6% dei lavoratori e il 15,5% delle imprese. Per ciò che riguarda l’export, in attesa dei dati relativi al terzo trimestre, nei primi sei mesi dell’anno il valore del commercio verso l’estero varesino ha raggiunto i 4 miliardi e 216 milioni di euro (-15,6% rispetto allo stesso periodo 2019). Intanto, un riscontro positivo della capacità delle imprese varesine di rialzarsi giunge dall’esito dei bandi aperti da Camera di Commercio all’insegna dell’hashtag #RESTART; l’ente camerale aveva messo a disposizione del sistema economico locale 4 milioni e 700 mila, cifra rifinanziata con un milione e mezzo di euro viste le richieste delle aziende.

«Non abbiamo mai fatto assistenzialismo che il nostro territorio non recepirebbe – ha commentato Lunghi – al Governo ribadiamo quanto sia inutile per le imprese continuare a rinviare il pagamento delle imposte, spero che il buon senso porti invece a una diminuzione delle tasse alle aziende, perché non voglio nemmeno immaginare cosa possa succedere quando alla ripartenza le imprese dovranno pagare tutte le tasse arretrate e scadrà anche il blocco dei licenziamenti». Il presidente della Camera di Commercio ha parlato anche di futuro. «Il Governo ha fatto ma tanto deve ancora fare, l’intervento della Regione sui ristori alle nostre imprese è stato ottimo – ha proseguito Lunghi – bisogna saper cogliere le opportunità che la crisi ci pone davanti, consapevoli che da soli non si va da nessuna parte e che la coesione del sistema economico è fondamentale come lo è il ragionare insieme sul futuro». I temi sul tavolo sono quelli della digitalizzazione ma anche della possibilità, voluta dal Governo, che le Camere di Commercio possano fare credito direttamente. Il presidente ha concluso dando la sveglia all’Unione Europea, che ancora tentenna sugli aiuti per i Paesi. «E’ triste vedere che per interessi personali non si riesca a fare una politica economica comune e penso che bisogna iniziare anche a parlare di riduzione o cancellazione del debito di alcuni Paesi – ha concluso Lunghi – ci vuole un intervento convinto e veloce della Ue perché le risorse servono ora, perché il sistema economico ha bisogno di tranquillità, di programmare e non di navigare a vista».