La sfida del referendum per l’autonomia è portare i lombardi al voto – Varesenews

Il problema non è sì o no, ma quanti lombardi andranno a votare perché come dice il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo «senza un’affluenza altissima metteremo una pietra tombale su qualsiasi istanza di autonomia per i prossimi 30 anni» . E’ di questo che decine di sindaci e rappresentanti delle istituzioni hanno discusso durante l’incontro organizzato dal sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, a MalpensaFiere nella giornata di mercoledì 20 settembre, a quasi un mese dal referendum del 22 ottobre.

«Questo non è il referendum di Maroni o della Lega, è il referendum di tutti i lombardi e vorrei che questa fosse la prima volta nella storia della Lombardia in cui tutte le forze politiche si schierassero a favore di un’iniziativa che potrà grandi vantaggi per tutti». A dirlo è lo stesso governatore lombardo, Roberto Maroni, che ha messo bene in chiaro che «non voglio usare l’esito del referendum per fare campagna elettorale». Per Maroni quindi «vinciamo il referendum e poi facciamo una battaglia insieme» e anche in questo senso «pur non essendoci quorum è importante che vinca il sì con il maggior numero di elettori possibili, così da aumentare il peso che avremo nella trattativa con il governo».

Parole da cui parte anche il sindaco di Bergamo -e probabile sfidante di Maroni alle prossime elezioni regionali- Giorgio Gori. «La partecipazione di alcuni sindaci del centrosinistra a questa iniziativa non è stata facile» racconta Gori, guardando ad esempio al suo collega di Varese Davide Galimberti, ma «la ragione per cui siamo qui è che noi all’autonomia ci crediamo sul serio, da sempre, e non abbiamo intenzione di lasciare la bandiera dell’autonomia ad una parte politica».
Ma da qui il discorso si discosta. «Quando si sentono raccontare quanti soldi potremmo tenerci in Lombardia con l’autonomia si prendono in giro le persone perché è irrealizzabile, si arriverebbe al default del Paese». Quindi «noi abbiamo preparato una lista con le competenze e le priorità» su cui si vorrebbe più autonomia che spaziano da scuola al lavoro fino all’ambiente consapevoli del fatto che «se però non saranno tanti i lombardi che andranno a votare, mettiamo la pietra tombale su tutto questo discorso».

Una battaglia per maggiore autonomia che il sindaco di Busto riporta a temi locali. «Busto è in difficoltà a mantenere i livelli di eccellenza raggiunta e nonostante il buon lavoro fatto in questi anni rischiamo di soffocare a causa delle richieste del governo» dice Antonelli spiegando quindi che «chi non crede nel referendum non sta dalla parte dei cittadini». E altrettanto locali sono i temi sollevati dal primo cittadino di Varese, Davide Galimberti: «L’autonomia non è solo finanziaria ma è principalmente certezza, stabilità e velocità» commenta Galimberti, chiedendosi però se «siamo davvero in grado di essere così più efficienti in ogni comune delle regione» e invitando quindi da subito tutti «ad attrezzarsi per esserlo».

E rischi li intravede anche il numero uno di Univa, Riccardo Comerio.«Vogliamo capire come e quando le imprese saranno rivolte nella trattativa con il governo» auspicando così «che la Regione elabori una proposta condivisa e chiara per individuare gli ambiti di sviluppo di questa maggiore autonomia» cercando di evitare il rischio di un «effetto boomerang» e di realizzare così davvero un «referendum che sia occasione di una nuova stagione di riforme per dare certezze all’intero paese, un volano al nostro sviluppo economico e di tutta l’Italia».